I miei rispetti. 11 febbraio, pomeriggio.

I miei rispetti. 11 febbraio, pomeriggio.

… era una volta una formula di saluto cortese, ora datata e (se avesse un colore) marròn, per dirla con Paolo Conte. Ma che c’entra: a questo punto, “i miei rispetti” sono alcuni flash memorabili di una mezza giornata dell’edizione 2013 di Identità Golose – tema “Il Rispetto”.

I miei rispetti vanno alla presentazione di Enrico Crippa, chef brianzolo tristellato ad Alba e ieri premiato anche Chef dell’Anno, che ha creato e raccontato in anteprima 6 piatti (una frisella farcita, l’insalata “uova e uova”, cannelloni, bianco mangiare di merluzzo e mandorle, frittura di rossetti e crema bruciata) riuscendo ad evocare, nell’ordine: il Rispetto per gli ingredienti poveri della cucina del Sud; il Rispetto per la cucina ipertecnologica; il Rispetto per i colleghi, citati con nome e cognome; il Rispetto per la vecchia scuola, rivisitandola; il Rispetto per i fornitori e i mestieri antichi; il Rispetto per il territorio e le bontà regionali; il Rispetto per la cucina della mamma; il Rispetto per i celiaci; il Rispetto per le nuove regole; il Rispetto per l’estetica del piatto; il Rispetto per il piacere del clente; il Rispetto per il team intero e l’impagabile lavoro di squadra silenzioso, operoso.

I miei rispetti sono per i prodotti e piatti assaggiati tra Identità Golose e Milano Food & Wine Festival e alle persone dietro di essi – tra questi, il Tomato Rice dei fratelli Costardi cucinato sotto i nostri occhi; i vini biodinamici di Querciabella, concepiti per essere bevuti anche dai consumatori vegetariani e vegani; il pane P di Princi; i vini friulani di “Le Favole” e i vini liguri di confine Ca’ Lvnae; i salumi della Macelleria Zivieri Massimo a Bologna; i frantoi Oleari Umbri e l’olio Ceraudo dalla Calabria; le stoviglie in porcellana effetto dentelle contemporaneo di Herng Berlin presentati da Caraiba Luxury; l’onirico carrello dei dolci dei fratelli Cerea…

Tantissimi rispetti a Davide Oldani e all’engagement che è riuscito a concretizzare intorno a sé e al suo manifesto di cucina POP, pur avendo appeso in cucina un poster alquanto rock. Rispetti  vicendevoli a, e tra, Gennaro Esposito e Antonino Cannavacciuolo, cuochi imponenti che si sono combattuti a suon di piatti leggiadri.

Rispetti, last but not least, alla poderosa macchina organizzativa, alle giornate cui non ho presenziato, all’entusiasmo dei foodblogger e all’efficienza generale nonostante la nevicata. Zero rispetto, invece, alla manolesta che si è appropriata dell’ombrello della mia collega, nei pochi secondi in cui le è caduto in terra.

Daniela Ferrando, ph e movie Florence Mérigaud

PS: nell’era di twitter e dei tablet, una può anche ridisegnarsi un piatto di Enrico Crippa – a mano, a penna. v. foto iniziale.

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